Ricerca bullismo omofobico, bullismo, razzismo e violenza di genere

Nei primi dieci giorni di dicembre la ricerca tesa a rilevare, in maniera completamente anonima, i livelli di bullismo, bullismo omofobico, violenza di genere e razzismo ha subito un rilevante attacco politico/mediatico le cui motivazioni non sono riconducibili alla ricerca. L’attacco cominciato e proseguito sulla base di una serie di notizie false ha raggiunto, come saprete, il livello nazionale. In allegato troverete una piccola nota che cerca di ristabilire almeno le verità fattuali, al di là delle opinioni personali, comunque legittime. Sono stato personalmente oggetto di attacchi vergognosi (rispetto ai quali valuterò una tutela nelle sedi opportune) ma, per fortuna, anche di tanta solidarietà sia a livello locale che a livello nazionale e persino internazionale (molteplici gli appelli per la libertà della ricerca garantita dalla nostra Costituzione). Molto importante, infatti, ricordare, al di là delle associazioni scientifiche o delle centinaia di colleghi…  che tantissimi genitori del territorio ci hanno esortato a proseguire in questa ricerca, fondamentale per definire se i nostri ambienti scolastici sono percepiti dai ragazzi come sicuri. Notevole anche l’evento a Palazzo dei Notari in cui centinaia di cittadini hanno ribadito la loro volontà in tal senso.

Nell’infuriare della polemica abbiamo preferito tenere un profilo basso (abbiamo rifiutato almeno 20 interviste e altrettante partecipazioni a trasmissioni televisive) e non rispondere alle molte provocazioni e ad articoli in alcuni casi quasi deliranti ben sapendo che il molto rumore non è condizione ideale per un confronto serio e per un dialogo costruttivo. Gli attacchi sono stati rumorosi (le frasi ad effetto fanno “notizia” più di semplici spiegazioni), la solidarietà e il sostegno più discreti ma decisamente più rilevanti quantitativamente. Leggendo la nota allegata vi basterà pensare che è stata redatta il 03/12 e integrata il 04. Il livello nazionale si è mosso a partire dal 04 contestando cose già superate… Come vedrete la nota non rinfocola la polemica ed è stata diffusa solo ai diretti interessati, ma ribadisce, con semplicità, alcuni fatti… completamente travisati dalla maggior parte dei media. Tutto quanto scriviamo è dimostrabile e comprovabile.

Sapete tutti che gli strumenti erano stati presentati in incontro pubblico, il 06 novembre, al quale l’USR aveva invitato tutti i dirigenti e/o loro delegati e che dopo il 06 abbiamo atteso dieci giorni prima di iniziare con le chiamate proprio per raccogliere tutti i vostri suggerimenti. A seguito della nostra chiamata avete poi tutti ricevuto copia del questionario (per vostro uso strettamente personale e dei vs. collaboratori più stretti per non inficiare la ricerca stessa) assieme alla presentazione della ricerca e al modulo del consenso informato per le famiglie. Purtroppo qualcuno ha fatto uscire, illegalmente, il questionario (che lo ribadiamo non era di nostra ideazione ma composto tramite test validati a livello internazionale) e questo ha dato spazio a alcuni personaggi di costruirci sopra una polemica che, spero, la nostra nota contribuirà a chiarire.

Sicuramente anche noi avremo fatto qualche errore nelle comunicazioni e di questo ci scusiamo, rifiutiamo invece decisamente qualsiasi attribuzione al ns. gruppo di ricerca di intenzioni manipolative. Facciamo ricerca empirica da molti anni e crediamo di aver agito sempre con la massima correttezza e nel massimo rispetto dei minori che, come molti di voi sanno, oltre a costituire un interesse scientifico ci stanno davvero a cuore.

Pur rifiutando l’ingerenza della politica nella ricerca ribadiamo, invece, la nostra disponibilità assoluta al confronto e dialogo con i dirigenti scolastici tutti ed è per questo che vi inviteremo, dopo le vacanze natalizie, a un confronto con noi, proponendovi altri strumenti in sostituzione di quelli che sono ormai di dominio pubblico e dunque non utilizzabili per la ricerca. Ci piacerebbe coinvolgere nel confronto anche rappresentanze degli studenti e dei genitori. Siamo certi che il dialogo e il rispetto delle reciproche competenze costituisca la strada migliore.

La ricerca per sua natura, non è dogmatica e dunque, ferme restando le finalità di rilevazione, abbiamo già individuato protocolli sostitutivi approvati internazionalmente per essere somministrati alle fasce di età considerate e vogliamo presentarveli e discuterli con voi. Per le secondarie di secondo grado abbiamo anche pensato all’opportunità di coinvolgere le quinte anziché le quarte.

Crediamo fermamente che ci sia un forte bisogno di dialogo e di confronto tra Istituzioni scolastiche e Università e che rilevare la percezione dei ragazzi circa la sicurezza propria e altrui nell’ambiente scolastico sia fondamentale per un’esperienza di istruzione serena. Non sarà un caso che proprio mentre la polemica era al massimo del uo apice si siano verificati casi di bullismo omofobico nel territorio umbro. Siamo certi della vostra partecipazione all’incontro che vi proporremo dopo le vacanze natalizie e di un dialogo sereno e costruttivo per ripartire con la ricerca.

L’occasione è gradita per augurarvi un sereno Natale e un inizio di 2019 splendido.

Un caro saluto e grazie

Federico Batini e il gruppo di ricerca

precisazioni omofobia