Incontro tra Polizia e studenti per promuovere la cultura della legalità
« La Repubblica siamo tutti noi, con i nostri diritti e doveri »
Un evento significativo ha avuto luogo il 6 marzo scorso presso la Scuola Secondaria di primo grado Mavarelli – Pascoli di Umbertide. Per l’occasione il comandante Lemmi della Polizia di Stato di Città di Castello e gli studenti delle classi terze si sono riuniti per discutere temi di rilevanza sociale legati alla legalità e al vivere civile.
L’incontro si è aperto con un focus sul ruolo delle forze dell’ordine, sottolineando l’importanza del loro servizio alla comunità. Sono state illustrate alcune delle attività amministrative che svolge un poliziotto in ufficio, come il rilascio dei passaporti, dei permessi di soggiorno per gli stranieri e di varie licenze per attività regolamentate (armi, commercio…). Inoltre, il comandante ha descritto le attività che i poliziotti svolgono sul territorio, come la garanzia della sicurezza pubblica, la prevenzione e la repressione dei reati, il controllo del traffico, la gestione dell’ordine pubblico, il soccorso ai cittadini, l’investigazione, l’applicazione delle sanzioni.
Il comandante ha continuato spiegando che il poliziotto è un dipendente pubblico, ovvero dello Stato. Chi vuole far parte del corpo della polizia deve partecipare a un concorso apposito, che serve per selezionare i candidati. Prima del concorso vengono esaminati i titoli di studio e successivamente il casellario giudiziale, ovvero l’archivio che raccoglie e conserva i provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria italiana a carico di un soggetto. Le persone che passano la selezione sono quelle che hanno un casellario giudiziale positivo, oltre ovviamene a quelle che hanno un più che sufficiente titolo di studi. Questo aspetto è stato toccato per farci comprendere che errori compiuti, anche solo per leggerezza e scarso senso di responsabilità, possono lasciare un segno nella vita delle persone e precludere, di conseguenza, l’accesso ad alcune tipologie di lavori.
In seguito è stato dedicato ampio spazio al fenomeno del cyberbullismo, una piaga sociale che colpisce sempre più giovani. Sono stati presentati dati allarmanti: ogni anno circa 200 ragazzi decidono di togliersi la vita a causa di insulti online. È stato sottolineato il ruolo cruciale degli spettatori, che non devono rimanere indifferenti, ma intervenire e segnalare gli episodi di bullismo. In caso di emergenza, è fondamentale aprirsi con gli adulti di riferimento e contattare immediatamente le forze dell’ordine.
Il problema dei social media non riguarda solo il cyberbullismo, ma anche l’uso eccessivo dei dispositivi elettronici, che sta modificando il modo di comunicare. Ci priva sempre più di contatto visivo con il nostro interlocutore e non ci permette di comprendere in profondità il suo stato d’animo. Oggi purtroppo le persone hanno perso la capacità di guardarsi negli occhi.
Un altro tema di grande rilevanza affrontato durante l’incontro è stato quello della droga. È stato sottolineato come la droga possa distruggere la vita di un individuo e avere conseguenze devastanti sulle famiglie e sulla società nel suo complesso. Un fatto allarmante è che sempre più ragazzi vengono coinvolti nel traffico di sostanze stupefacenti attratti dal miraggio di un guadagno immediato e senza sforzo.
Successivamente il comandante ha illustrato l’articolo 1 della Costituzione italiana soffermandosi sul fatto che l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. In una repubblica democratica le persone sanno ragionare e si preoccupano che la società non vada in rovina, ma cercano di migliorarla.
Secondo l’articolo 3, tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Se la legge viene violata, tutti devono essere puniti, anche se minorenni. In questo caso lo Stato ha una cura particolare per recuperare i minori che prendono strade sbagliate. Purtroppo anche nella nostra cittadina i reati compiuti da minori sono frequenti, basti pensare al lancio dei sassi dal cavalcavia o ai parchi danneggiati dalle gang o al traffico di droga.
In seguito il comandante ci ha esortato a non sottovalutare mai tutto quello che i professori dicono e ad apprezzare la possibilità che abbiamo di imparare cose nuove ogni giorno, diritto sancito dall’articolo 34 della Costituzione.
L’incontro ha posto attenzione sull’importanza dell’etica e della responsabilità sociale, in un’epoca in cui siamo spesso attratti dal profitto immediato. È stato ribadito che la Repubblica siamo tutti noi, con i nostri diritti e doveri , e che il dialogo e l’ascolto reciproco sono fondamentali per costruire una società più giusta e solidale. L’evento si è concluso con un appello alla partecipazione attiva di noi giovani alla vita civile e politica, incoraggiandoci a informarci, a esprimere le nostre opinioni e a impegnarci per il bene comune.
L’incontro ha rappresentato un’occasione preziosa per riflettere sui valori della legalità, della responsabilità e del rispetto e per costruire insieme un futuro migliore.
Cipriani Eleonora, Baioni Viola, Berriola Martina, Monni Teresa, Raschi Viola – classe 3C