La frana di Montone. Cosa c’è da sapere su questo fenomeno

Avete mai pensato a una frana o ad un problema che si crea a causa di eventi atmosferici estremi? Ad essere sincera, noi no! Almeno fino ad ora. Infatti, la nostra scuola secondaria di Montone è andata a vedere le frane del 4 ottobre scorso per constatare dal vivo cosa fosse successo davvero. Abbiamo scoperto molte cose che prima davamo per scontate o a cui non facevamo caso. La frana viene “innescata” a causa dalla gravità, perché avviene in pendenza e perché c’è un’enorme quantità di acqua che si concentra in un solo punto. L’acqua non riesce ad equilibrarsi, per la mancanza di regimentazione e così avviene la frana. Questa è formata da una cresta, la parte più alta, che è più o meno visibile, e dal piede nella parte più bassa. Ne abbiamo viste due: la prima era per smottamento o scivolamento, c’era una parte di terreno che si è spostata ed è andata a finire sulla strada. La seconda era per crollo. L’acqua aveva riempito così tanto la parte superficiale del terreno, che non è riuscita ad assorbirla e smaltirla. Perciò c’è stata una grande colata di fango. Anche per questo motivo nella seconda frana non si riusciva a distinguere bene la cresta, diversamente dalla prima. Queste frane hanno portato alla chiusura della strada. Per riaprire la strada bisognerà pulirla e ripristinarla. Un’altra cosa da ripristinare sarà il fosso. Questo, cioè il canale di scolo dell’acqua, è uno delle strategie che utilizziamo per prevenire le frane. Aiuta a regimentare le acque, cioè a riportarle nelle loro vie naturali. Infatti uno dei problemi più importanti è quello dei fossi sporchi. Un’ altra strategia è quella dell’utilizzo dei “muri a secco”, cioè dei massi incastrati nel terreno, senza cemento, che aiutano a tenere saldo il terreno e utilizzati perché assomigliano alla morfologia intorno. Un altro stratagemma, paesaggisticamente più idoneo, è quello delle “terre armate”; più utilizzate perché si notano di meno. Sono formate da una rete di ferro che sostiene il terreno. Sono fatte a strati, un metro di rete, della juta e un altro metro di rete. La juta o geo stuoia è un tessuto usato per non far cadere dei pezzi di terra sulla strada. Viene utilizzata spesso anche della plastica al posto della juta e questa viene sistemata in modo da farci crescere l’erba (così che si possa notare di meno). Non tutto però dipende dalla natura o da cause esterne Anche noi possiamo fare qualcosa: è importante che aiutiamo a regimentare le acque, farle defluire nelle loro vie naturali, senza bloccare il passaggio e pulire i fossi sporchi, cosa questa che non è scontata!
A cura di Bianca Burattini e Aurora Zucchini