Ci sono delle esperienze nella vita che non lasciano solamente un segno indelebile fatto di splendidi ricordi e immagini, ma che davvero e per sempre segnano il nostro percorso, facendolo virare in maniera decisiva da lì in poi. Ognuno di noi se ci pensa un attimo ne troverà almeno una: da quel momento in poi si è aperta una nuova porta e da lì è entrata nuova luce e nuova aria. Erasmus+ è certamente una di queste esperienze rivoluzionarie della vita, uno di quei momenti formativi, conoscitivi e fortemente emotivi che fanno da spartiacque nella nostra linea del tempo: ci sarà un avanti Erasmus e un dopo Erasmus. Questo è il sentimento che arriva forte e chiaro dalle testimonianze delle studentesse del nostro istituto quando raccontano del loro scambio in Belgio, a Beauraing, dal 18 al 25 maggio 2025. Erasmus appare una possibilità e un viaggio a “tutto tondo” dove all’apprendimento si abbina il divertimento, quell’emozione “buona” che radica i concetti in profondità nel nostro animo e nella nostra memoria.
Difatti da un lato si viaggia con Erasmus per apprendere dal “vivo”, mettendosi all’opera con altri ragazzi su concetti fondamentali come l’essere cittadini attivi e responsabili all’interno della nostra comunità europea e mondiale. Si agisce su progetti reali, si “pedala” proprio nel vero senso della parola come hanno fatto le nostre studentesse percorrendo 28 km in bicicletta. Alla fine della sgambettata qualcosa è definitivamente maturato: “il mio spirito sulla sostenibilità e sull’ambiente è cambiato” ci racconta Maria Pacchioni, e continua “se abbiamo del tempo libero non stiamo sul divano, ma piuttosto usciamo e godiamoci della buona aria pulita.” Lisa Palazzini conferma la stessa sensazione di Maria quando dopo l’esperienza della biciclettata si accorge che “quello che abbiamo attorno è un qualcosa di vulnerabile e fragile che ognuno di noi deve preservare”.
Da queste parole semplici e genuine capiamo che uno dei nostri obiettivi d’istituto alla base del nostro progetto Erasmus+ è stato raggiunto: sensibilizzare i nostri studenti sui temi dell’ambiente e della sostenibilità. Affermare come dice Ania Aribi che “anche un piccolo gesto come fare la raccolta differenziata cambia tutto” o, come sostiene ancora Lisa, “ogni piccolo gesto conta’, ne è un’ulteriore conferma.
Ma il viaggio Erasmus+ va oltre l’ambiente, va oltre lo spazio fisico da curare e amare: “Erasmus + è un’avventura che ti segna la vita e perciò deve essere vissuta da tutti con entusiasmo, consapevolezza e la voglia di crescere”, come dice Dalila D’Amato; è un’esperienza che aiuta a “rafforzare i rapporti con le persone che ti accompagnano e che fanno la stessa esperienza, che magari pensavate già di conoscere, ma in questi casi si scoprono sempre cose nuove!!” ( Maria Chiara Ceccagnoli), è “la possibilità di uscire dalla comfort zone, dalle paranoie e dall’agitazione, perché quando poi arrivi lì tutto è naturale”, come dice Mael Migliorati.
L’incontro con altre realtà e ragazzi, con altre culture, cucine e lingue lascia nelle nostre studentesse la sensazione che imparare sia qualcosa di spontaneo quando si ha la “possibilità di interagire liberamente con altri ragazzi e ragazze provenienti da altri paesi” e la lingua diviene un veicolo e non un vincolo poichè “utilizzare sia il francese che l’inglese per comunicare è un momento molto bello e naturale, in cui non solo si lavora, ma si impara a conoscere gli altri, attraverso la collaborazione, lo scambio di idee e di gesti quando non ci capiamo. In Belgio non c’era imbarazzo, solo la voglia di conoscerci, capirci e condividere, anche con chi aveva una lingua e una cultura completamente diversa dalla mia” ( Dalila D’Amato).
L’esperienza diretta annulla la paura che la nostra mente per proteggersi naturalmente crea di fronte a ciò che non conosce, di fronte all’ignoto, e apre nuovi orizzonti conoscitivi, dissipa angosce, ansie e… inevitabilmente “vi aprirà un mondo a voi sconosciuto” (Mael Migliorati) e “vi farà diventare più indipendente e sicuri di voi stessi” (Dalila D’Amato).
Infine, quando si torna da questo viaggio e a casa nella propria cameretta ognuno disfa il suo bagaglio, insieme ai souvenir e al doveroso ‘shopping’ come ama fare Ania ( e scommetto, non solo lei!), ci si accorge di avere “una valigia in più di ricordi indimenticabili” (Mael) poiché, come ci ricorda Dalila, “Erasmus + è una crescita personale, è emozione e una raccolta di momenti unici e fantastici che ti restano nel cuore. È una di quelle esperienze che, anche a distanza di molti anni, ricorderai con un sorriso perché ti ha lasciato qualcosa dentro, ti ha cambiato in modo positivo, e ti ha fatto capire che siamo tutti diversi, ma allo stesso tempo tutti uguali” e, come aggiunge Eleonora Angeloni, “è un’esperienza che rifarei”.
a cura della Prof.ssa Alessia Alessi
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