Capolavori a Bruges: Alla scoperta del Museo Groeninge

Un percorso ludico e cooperativo alla scoperta dei capolavori del Museo Groeninge. A cura di S. Borsi e A. Boggi

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Un percorso ludico e cooperativo alla scoperta dei capolavori del Museo Groeninge. Gli studenti, divisi in squadre, ricostruiscono opere da alcuni particolari, le cercano nelle sale e le presentano agli altri gruppi. L’attività si conclude con un laboratorio creativo ispirato ai dettagli osservati: simboli, tessuti, espressioni. Un dialogo tra arte e linguaggi di due mondi sempre vicini.

Il percorso è stato realizzato nell’ambito del progetto di mobilità in uscita Erasmus+, quando dal 9 al 15 aprile 2025 gli alunni e le alunne del nostro Istituto sono stati ospiti presso le famiglie del Collège Sainte Marie di Pérenchies. Tra le varie attività create dal nostro team Erasmus insieme ai colleghi francesi, sono state progettate iniziative per scoprire alcuni luoghi significativi vicini alla cittadina francese, in particolare Lille e  Bruges.  Una delle attività proposte a Bruges, al Groeninge Museum, è facilmente trasferibile in altri contesti, previa l’individuazione e la semplificazione del materiale bibliografico e iconografico, e l’organizzazione degli spazi necessari alla realizzazione di quanto richiesto.

  1. Gioco di scoperta (20 min)

Dopo una breve introduzione storico-artistica è stata presentata l’attività, progettata per far scoprire in modo attivo e partecipato il linguaggio universale dell’arte, dei suoi gesti e dei suoi simboli.

Divisi in cinque squadre, gli studenti hanno ricevuto una busta contenente un segnalibro plastificato con un dettaglio di un’opera del museo e un tema guida assegnato (ritratti, simboli, tessuti, dialogo o disegno).

Lo scopo era osservare con attenzione il dettaglio raffigurato, cercarne tracce reali nelle sale del museo e riconoscere l’opera da cui era tratto. Il gioco ha stimolato l’osservazione fine, la memoria visiva e la discussione tra pari.

  1. Analisi e presentazione (30 min)

Una volta individuata l’opera, ogni gruppo ha ricevuto una scheda descrittiva per approfondire l’analisi. Dopo un tempo dedicato all’osservazione silenziosa e alla preparazione collettiva, ciascun gruppo ha presentato l’opera agli altri, soffermandosi in particolare sul proprio tema assegnato.

Il gruppo che lavorava sul ritratto ha studiato il Trittico Moreel di Hans Memling, focalizzandosi sul realismo dei volti, la rappresentazione dei santi patroni e il simbolismo familiare presente nella composizione.

Il gruppo dedicato ai simboli ha esplorato Il Giudizio Universale di Jheronimus Bosch, leggendo le immagini legate all’inferno e al paradiso, ricche di simboli e visioni fantastiche.

Il gruppo dei tessuti si è concentrato su La Madonna del canonico Van der Paele di Jan Van Eyck, osservando la straordinaria resa realistica delle stoffe, la lucentezza dei broccati e l’abilità tecnica del pittore fiammingo.

Il gruppo sul dialogo ha lavorato su L’Annunciazione di Hans Memling, soffermandosi sulla composizione della scena, i gesti narrativi e l’espressione dei personaggi, elementi che raccontano un incontro sacro e intimo al tempo stesso.

Infine, il gruppo del disegno ha studiato L’invenzione del disegno di Joseph-Benoît Suvée (1791), una scena allegorica che evoca la nascita del disegno nella mitologia greca, con effetti chiaroscurali e forte carica evocativa.

  1. Animare l’opera (30 min)

Successivamente, ogni gruppo ha scelto una modalità creativa per dare vita all’opera analizzata: una breve drammatizzazione ispirata alla scena raffigurata e al tema, o un dialogo immaginario tra i personaggi.

Questa fase ha permesso di abitare l’opera dall’interno, trasformando l’osservazione in azione e immedesimazione.

  1. Atelier creativo 

Nel momento conclusivo, ciascun gruppo avrebbe dovuto scegliere un dettaglio visivo o simbolico dell’opera: un frammento di tessuto, un oggetto sacro, un’espressione, un gesto.

Utilizzando carta, forbici, materiali testurizzati e colla, gli alunni e le alunne avrebbero realizzato collage artistici reinterpretando quei particolari attraverso forme nuove, ritagli e composizioni libere. Un modo per appropriarsi dell’immagine e restituirla in chiave personale.

Tuttavia, l’animazione dell’opera ha richiesto più tempo del previsto e i ragazzi hanno chiesto di poter continuare il lavoro anche a scuola e di poter filmare il risultato: il successo del percorso è stata proprio la scelta del gruppo di continuare un lavoro avviato in una modalità congeniale alla loro creatività ed espressività.

Conclusione

Questa esperienza al museo ha offerto agli studenti

  •  un’occasione concreta per scoprire l’arte rinascimentale e il suo linguaggio, 
  • una possibilità di collegare mondi culturali distanti ma vicini, 
  • l’opportunità di sviluppare competenze visive, comunicative e collaborative e di metterle in pratica in un contesto che è diventato familiare,
  • la possibilità di scegliere la propria modalità espressiva per comunicare la propria esperienza di incontro con l’opera d’arte.

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